di Giorgio Pesenti
Per anni, il nostro obiettivo è stato chiaro: conquistare la prima posizione su Google. La pagina con i "dieci link blu" era il nostro campo di gioco e la visibilità era il traguardo.
Oggi, quel campo di gioco è irriconoscibile.
Da inizio 2025, aprire Google non è più consultare un elenco, ma iniziare una conversazione. L'Intelligenza Artificiale non è più solo uno strumento: è diventata la protagonista. E questo cambia tutto per chiunque voglia essere trovato online.
La prima cosa che notiamo sono gli AI Overviews: quelle risposte elaborate che Google fornisce in cima alla pagina, sintetizzando informazioni da più fonti.
Il risultato? Molti utenti ottengono la risposta che cercano senza nemmeno fare clic su un link.
Queste "ricerche a zero clic" sono la nostra nuova sfida principale. Il traffico che prima davamo per scontato ora viene spesso assorbito da Google stesso. I dieci link blu tradizionali non sono spariti, ma sono scivolati piu in basso nella pagina, quasi come note a piè di pagina di un vecchio sistema ormai passato.
La buona notizia è che questa evoluzione premia chi ha sempre lavorato sulla qualità. Per tutti, è il momento di affinare la strategia. La SEO non è morta, è semplicemente diventata più seria.
Ecco come ci stiamo muovendo (e come guideremo i nostri clienti):
Il nostro ruolo si sta evolvendo. Meno tecnici SEO, più strateghi di contenuti e consulenti di brand. Il nostro compito è costruire quel valore e quella autenticità che l'Intelligenza Artificiale è programmata per riconoscere, ma non può inventare.
È un lavoro più complesso, certo. Ma porta a risultati molto più solidi e difendibili nel tempo
Viviamo in un paradosso. Da un lato, usiamo strumenti AI per analizzare dati e velocizzare i processi creativi. Dall'altro, l'AI di Google (e non solo) è diventata un giudice incredibilmente esigente, addestrato a riconoscere e scartare contenuti di bassa qualità.
Abbiamo visto tutti l'effetto dei contenuti "sintetici" creati in massa: articoli generici, superficiali, privi di un'esperienza reale.
La reazione di Google è stata netta, premiando un solo fattore sopra tutti gli altri: l'autenticità. Questo si lega direttamente al suo standard di qualità, noto come E-E-A-T (Esperienza, Competenza, Autorevolezza, Affidabilità).
Oggi, la "E" iniziale di Esperienza è diventata fondamentale. Se si recensisce un prodotto, Google vuole la prova che lo si è usato. Se si descrive un servizio, vuole capire che dietro c'è un essere umano competente. Non si può più fingere.
Questo cambia l'approccio alla SEO. Non basta più intercettare una singola parola chiave. L'utente oggi conversa con Google.
Si parte da "idee per un weekend in montagna" e si finisce, dopo varie domande, a chiedere se gli scarponi che si hanno a casa vanno bene per un sentiero specifico.
È impossibile ottimizzare un sito per una conversazione così fluida. È possibile, però, diventare l'esperto indiscusso di "weekend in montagna". Dobbiamo creare contenuti così approfonditi e utili da diventare la fonte autorevole a cui l'AI di Google stessa attinge per costruire le sue risposte.
L'obiettivo non è più solo apparire nei link, ma diventare la fonte citata negli AI Overviews.
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