Partiamo dall’inizio, l’acronimo DB sta per Database. Ora una definizione del termine.
In informatica una base di dati, detta anche banca dati oppure database o data base, è una collezione di dati organizzati immagazzinata e accessibile per via elettronica.
Nella società attuale, nel mondo del lavoro di oggi, il concetto di dato, l’importanza dei dati è un mantra che sentiamo in continuazione, pure troppo per certi aspetti.
Data Science, Big data, Data Analytics sono solo un esempio dei “mondi” che ruotano attorno al concetto di bade dati.
Riprendiamo la definizione iniziale e cerchiamo di capire meglio di cosa stiamo parlando, estrapolando i concetti a mio avviso fondamentali, per padroneggiare in modo sereno i “nostri dati”.
• Collezione di dati: quindi non ci riferiamo ad un solo tipo di dato, all’interno delle nostre aziende e delle nostre attività, ci sono svariate tipologie di dati che dovrebbero essere il più possibile gestite in modo unico, messe il più possibile in relazione tra loro.
• Dati organizzati: dobbiamo essere noi a scegliere cosa vogliamo “salvare” quale sia il dato che vogliamo leggere ed interpretare in futuro.
L’esempio più banale è la “rubrica telefonica”. Quali “dati” di ogni singolo contatto sono di interesse per la mia azienda? Una struttura di base standard è ovvia, ma ogni singola azienda avrà esigenze diverse, finalizzate allo sviluppo della propria attività.
• Dati immagazzinati: dopo aver scelto quali e come organizzare i “dati”, scegliamo dove immagazzinarli, vi assicuro che un file xlsx non è la scelta più lungimirante.
• Dati accessibili: la scelta giusta del “dove” tenere i nostri dati, ci porta alla possibilità di fruirli, in svariate modalità con relazioni differente, confronti, visualizzazioni mirate, esportazioni funzionali ad utilizzi esterni, ecc.
I concetti spiegati, non sono riservati a grandi aziende che di conseguenza hanno a che fare con volumi di dati importanti, in termini di quantità, sono indicazioni applicabili a qualsiasi azienda dalla piccola/piccolissima alla grande industria.
Non c’è un modo solo di comunicare.
Lo abbiamo sperimentato e lo vediamo ogni giorno.
Quando si stende un piano di comunicazione, il primo passo è decidere quando affrontare un argomento e contestualizzarne la pubblicazione rispetto agli altri spunti che caratterizzano il progetto.
In un mondo dell’informazione digitale che sempre di più si sbilancia verso i motori di ricerca, con le relative regole che diventano quindi mandatorie, la produzione dei contenuti non può non tener conto di quanto i discorsi vengano messi costantemente in primo piano.